Questa settimana Sveijk ci introduce un giocatore dei campionati del tempo che fu(o che sarà,o che non sarà mai possibile avere):Leopoldo Da Rinci!
Leopoldo da Rinci
Non c’è dubbio, è il giocatore più colto e poliedrico dell’intero Campionato. Ha sei lauree: Veterinaria, Lettere antiche, Architettura, Chimica, Antropologia culturale, Estetica. L'incertezza terminologica derivata da quest'ultima laurea permise a un'agenzia interinale di fissargli un colloquio di lavoro come apprendista in una Beauty Farm. La prova ceretta andò male e da quel giorno decise di dedicarsi al calcio.
Fisicamente non è un fenomeno, ma dal punto di vista logico-dialettico non ha rivali.
E’ famoso per imbastire accanite querelle letterarie con i propri avversari diretti, che difatti ricorrono spesso alle cure del medico (psichiatrico). Umanista all'antica convinto, gioca in tutti i ruoli, a volte anche contemporaneamente.
Fa della cortesia e dell’educazione un suo punto fermo. Una volta s’avvicinò a un avversario che stava per calciare un rigore (il celebrato Francesco Potti, famoso per tirare i rigori a mestolo) e stringendogli la mano disse: “Le auguro la miglior fortuna, ciò non di meno le rammento che un calcio di rigore non è altro che la palingenesi dell’io presente che s’infutura nell’archetipo del prototipo dell’antropomorfismo universale”. Quel calcio di rigore non fu mai tirato, il Potti rimase impietrito a bocca aperta e dopo venti minuti venne portato di peso nello spogliatoio, crashato. Ci vollero sei settimane di rieducazione ar Testaccio per sciogliere il blocco cerebrale e fargli pronunciare di nuovo parola: 'rttacci tua!
I rapporti con gli allenatori non sono mai stati dei più facili. Un tempo i Mister gli urlavano spesso “Corri! Più veloce!!!”. Immancabilmente, forte del suo hegeliano spirito dialettico, il da Rinci si fermava e dialogava con gli allenatori sulla profonda illusorietà degli atti, nulla più che una metafora risultante dall’attribuzione arbitraria di un significato. Completava poi il quadro citando il celebre paradosso zenoniano di Achille e la tartaruga. Da allora i Mister non gli gridano più nulla. Solo il grande Nereo Cocco lo stava ad ascoltare per delle ore e poi gli rispondeva “Ma va a cagar, mona!”. Ma quello era un grande maestro, come non ce ne sono più.
Ha vinto 1 Scudetto, 3 Coppe, 4 Dottorati di ricerca e ha brevettato la mano morta telescopica estendibile, molto diffusa negli studi televisivi dove lavora la D'Amico.
Ma ha un grande rimpianto: non ha mai giocato nella squadra asburgica più famosa. E prima della pensione vorrebbe proprio farsi, freudianamente, quattro risate...
Fuorigioco di Sveijk
May 26, 2008 di tarpanescuVedi anche:
- Il Pagellone di Libero: Go....diamoci i voti. ()
- Colombia, 14^giornata: Crollo Once Caldas, Cali vetta solitaria. ()
- Colombia, 13^ giornata: Caldas/Cali…un primato da condividere ancora. ()
Articolo letto 167 volte.
![]()
Voti totali: 5 - Voto medio: 5.00
Commenti
Jun 03, 2008, 16:04:35 cheammirazione ha scritto:
l'immagine del farsi freudianamente 4 risate, mi accompagnerà per il resto della vita...GRAZIE, anche da parte del mio esuberante onanismo!
GRANDE
chespe

Feed RSS2.0